Dopo venne il rosso

Continua l'opera di elaborazione strutturale delle foto da parte di Sebastiano e Nico Pedaci. Nella precedente rassegna il nero aveva rappresentato l'origine di ogni messaggio: “essi sfumano i toni, ampliano le prospettive, dimensionano le posizioni... E qualche volta lo manipolano con tanto vigore da sfiorare addirittura il colore”.

E il colore è arrivato: il rosso.
Anche questo termine ha grandi significati nella cultura occidentale. La psicologia francese addirittura lo ha usato come reattivo per indagare la personalità dei soggetti. Il rosso è uno dei colori dello spettro percepibile dall'occhio umano e le frequenze ancora minori ricadono nell'infrarosso.

È uno dei tre colori primari additivi e in passato era considerato anche un colore primario sottrattivo. È il colore più caldo, è il primo colore dell'arcobaleno, è il primo colore che i neonati imparano a riconoscere ed è il primo colore a cui tutti i popoli hanno dato un nome.

Il rosso è l'energia vitale e rappresenta la vita, la passione, la sessualità, il radicamen- to, il movimento, l'attività, il principio maschile, il fuoco, la regalità, l'amore, la gioia, le celebrazioni festive, la passione, l'energia, la ferocia, il sangue, la collera, la vendetta, il martirio, la forza d'animo, la fede, la magnanimità ed il rinnovamento della vita.

Il rosso ed il nostro corpo.

Il rosso ed il nostro carattere.

Chi rifugge dal colore rosso è una persona irrequieta, spesso inacapace di affrontare le difficoltà che la vita gli presenta, mentre chi preferisce il colore Rosso ha voglia di vincere e brama a posti di potere. È una persona con grande energia che ama agire e mettersi sempre in competizione con il prossimo e, soprattutto, con se stesso. Ha un carattere audace e desidera sempre colpire l'attenzione degli altri. I maggiori difetti di chi predilige il colore Rosso sono la presunzione, l'irascibilità e l'irrequietezza.

Un filtro rosso può essere utilizzato nella fotografia in bianco e nero comportando effetti diversi a seconda delle tinte dei soggetti fotografati in quanto, schiarisce le tonalità tendenti al rosso e, viceversa, scurisce quelle tendenti al blu. Di conseguenza potrà rendere altamente contrastato un cielo limpido e nuvoloso, potrà schiarire ed attenuare i contrasti della pelle, può elaborare visioni e prospettive non usuali e rendere visibile scenari spesso poco chiari.

In tutte queste peculiarità si sono imbattuti Sebastiano e Nico, ottenendo prodotti espressivi molto figurativi e affascinanti, entrando di diritto, oggi più che mai, nel panorama dell’espressione artistica, in un momento nel quale “arte” è diventata un esercizio che ha abbondantemente superato i tradizionali confini della sola pittura e scultura. Non c’è dubbio che dalla fine dell’800, cinema, grafica e fotografia sono diventati i nuovi scenari della figurazione mediatica. Loro sono in questo straordinario mondo della nuova comunicazione. A piacere

Aldo D’Antico

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